Che cos’è
Un grafico a linee rappresenta i valori su un asse ordinato, di solito il tempo, e collega i punti consecutivi. La pendenza di ogni tratto mostra quanto velocemente il valore sale o scende, quindi la forma della linea è la storia: crescita, calo, stagionalità, una rottura improvvisa.
Più serie possono condividere gli assi, un colore per serie. Fino a quattro o cinque linee restano leggibili; Chart Buffet le etichetta direttamente all’ultimo punto, così non devi fare avanti e indietro con una legenda.
✓ Usalo quando
- La tua prima colonna contiene date, orari o anni e vuoi vedere l’andamento.
- Hai molti punti — decine o centinaia — dove le colonne diventerebbero una boscaglia.
- Vuoi confrontare come si muovono alcune serie l’una rispetto all’altra.
✗ Evitalo quando
- Le categorie non hanno un ordine (frutti, paesi). Collegarle suggerisce una progressione che non c’è: usa le barre.
- Hai solo due o tre punti: una piccola tabella o le colonne sono più chiare.
- Le serie hanno unità diverse. Non dar loro mai due assi y; rappresentale separatamente o indicizzale a un punto di partenza comune.
Consigli per un grafico migliore
- L’asse dei valori di un grafico a linee non deve per forza partire da zero — il messaggio è la pendenza — ma dichiaralo se lo tagli.
- Scegli le proporzioni del grafico in modo che le linee stiano per lo più intorno ai 45°; linee molto piatte o molto ripide nascondono i cambiamenti (Cleveland, McGill & McGill 1988).
- Usa la smussatura solo per decorazione, non per dati radi: una curva tra due punti suggerisce valori mai misurati.
- Evidenzia la serie che conta con un colore forte e tieni le altre più discrete.
La matematica
Tra punti consecutivi (x1, y1) e (x2, y2) la linea ha pendenza (y2 − y1)/(x2 − x1): il tasso medio di variazione su quell’intervallo. Un asse di date distanzia i punti secondo il tempo realmente trascorso, così anche una serie irregolare mostra i tassi veri.
Cleveland, McGill e McGill hanno dimostrato che le pendenze si giudicano con più precisione quando si concentrano intorno a ±45°, ed è per questo che le proporzioni di un grafico contano: l’idea è nota come banking a 45° (Cleveland, McGill & McGill 1988).
Su un asse dei valori logaritmico, distanze verticali uguali significano rapporti uguali, quindi una crescita percentuale costante appare come una retta.
Un po’ di storia
Anche i grafici a linee delle serie storiche nascono con William Playfair. Il suo Atlas del 1786 rappresentava importazioni ed esportazioni dell’Inghilterra su ottant’anni come due linee, ombreggiando lo spazio tra loro come bilancia commerciale (Playfair 1786). Scienziati precedenti avevano già tracciato misure nel tempo, ma Playfair trasformò lo strumento in un modo di argomentare con i dati.
Nell’Ottocento i grafici a linee divennero lo standard in scienza ed economia, e i manuali di statistica del Novecento ne fissarono le regole. La critica di Tufte al «chartjunk» li ha poi spinti verso lo stile essenziale oggi comune (Tufte 1983).
Domande
Che differenza c’è tra grafico a linee e diagramma a linee?
Nessuna: sono due nomi dello stesso grafico.
Posso mettere due misure con unità diverse in un solo grafico a linee?
Chart Buffet volutamente non offre un secondo asse y: l’allineamento di due scale è arbitrario e inventa correlazioni. Fai due grafici, oppure converti entrambe le misure in un indice come «100 = primo anno».
Bibliografia
- Playfair, W. (1786). The Commercial and Political Atlas. London: Debrett, Robinson and Sewell.
- Cleveland, W. S., McGill, M. E. & McGill, R. (1988). The shape parameter of a two-variable graph. Journal of the American Statistical Association 83(402), 289–300.
- Tufte, E. R. (1983). The Visual Display of Quantitative Information. Cheshire, CT: Graphics Press.