Grafici a volontà
Quale grafico devo usare?
Parti dalla domanda a cui rispondono i tuoi dati, non dal grafico che ti piace. Ecco come abbinare le due cose, e gli errori da evitare.
Parti dal compito
Ogni grafico codifica i numeri in qualcosa che si vede: posizione, lunghezza, angolo, area o colore. Le persone giudicano queste cose con precisione molto diversa. Nella classifica di Cleveland e McGill, la posizione lungo una scala comune si legge con più precisione, poi la posizione su scale non allineate, poi lunghezza e angolo, poi l’area, e per ultima la sfumatura di colore (Cleveland & McGill 1984). Quindi un buon grafico affida il confronto che conta alla codifica più precisa.
Per questo il primo passo è dare un nome al compito: stai confrontando quantità, mostrando un cambiamento nel tempo, mostrando le parti di un intero, mettendo in relazione due misure o mostrando come si distribuiscono i valori?
| La tua domanda | Scegli | Perché |
|---|---|---|
| Come si confrontano queste quantità? | Grafico a colonne | Le lunghezze su una base comune sono il confronto più facile. |
| Che classifica fanno molte categorie? | Grafico a barre | Le barre orizzontali lasciano spazio alle etichette lunghe. |
| Come è cambiato nel tempo? | Grafico a linee | La pendenza mostra il tasso di variazione. |
| Di cosa è fatto questo intero? | Grafico ad anello | Per poche parti con un messaggio chiaro. |
| Come cambia la composizione tra i gruppi? | Grafico in pila al 100% | Le quote si allineano su bordi comuni. |
| Queste due misure vanno di pari passo? | Grafico a dispersione | Ogni riga diventa un punto; emergono gli schemi. |
| Come si distribuiscono questi valori? | Istogramma | Le classi rivelano la forma della distribuzione. |
| Come si confronta la dispersione di più gruppi? | Box plot | Mediane e quartili fianco a fianco. |
| Cosa ci ha portato da questo numero a quello? | Grafico a cascata | Le barre sospese fanno da ponte tra due totali. |
| Dove si perdono le persone? | Grafico a imbuto | Ogni fase è un sottoinsieme della precedente. |
| Quali poche cause contano di più? | Diagramma di Pareto | Barre ordinate più una linea cumulata. |
Cambiamenti nel tempo
Il tempo scorre quasi sempre da sinistra a destra. Con molti punti usa una linea; con pochi periodi funzionano le colonne, che rendono ogni valore facile da leggere. Le aree in pila mostrano un totale e le sue parti nel tempo, ma solo lo strato in basso si legge con precisione.
Non mettere mai due misure con unità diverse su due assi y. L’allineamento delle due scale è arbitrario, quindi ogni apparente incrocio o correlazione è un artefatto di come sono stati impostati gli assi. Usa due grafici, oppure converti entrambe le misure in un indice.
Parti di un intero
Torte e anelli funzionano con da due a sei parti e un messaggio semplice. Con più parti, o parti di dimensioni simili, le barre ordinate sono più chiare. Per confrontare la composizione di più gruppi, usa un grafico in pila al 100% invece di una fila di torte.
Controlla che le parti formino davvero un intero. Le domande di un sondaggio che ammettono più risposte, o le categorie che si sovrappongono, non lo fanno.
Colori con uno scopo
Dai a ogni serie un colore e mantienilo, grafico dopo grafico. Non colorare le barre per valore quando le categorie non hanno un ordine: la lunghezza mostra già il valore. E non usare più colori di quanti chi legge riesca a distinguere: al massimo otto circa, meno per i grafici a dispersione. Le tavolozze di Chart Buffet indicate come «adatte ai daltonici» sono testate perché i colori vicini restino distinguibili con le forme più comuni di daltonismo.
Etichetta direttamente dove puoi. Una legenda costringe a guardare avanti e indietro; un’etichetta alla fine di una linea o su una barra si legge subito.
Resta onesto
Barre e aree devono partire da zero, perché la loro lunghezza o area è il valore. Le linee no, perché il messaggio è la pendenza, ma dichiaralo se tagli l’asse.
Togli ciò che non porta informazione: griglie pesanti, bordi, effetti 3D, ombre. Tufte chiamò il rapporto tra dati e tutto il resto «data-ink ratio», cioè il rapporto tra inchiostro dei dati e inchiostro totale, e sostenne che va aumentato (Tufte 1983).
Bibliografia
- Cleveland, W. S. & McGill, R. (1984). Graphical perception: theory, experimentation, and application to the development of graphical methods. Journal of the American Statistical Association 79(387), 531–554.
- Bertin, J. (1967). Sémiologie graphique. Paris: Gauthier-Villars; La Haye: Mouton.
- Tufte, E. R. (1983). The Visual Display of Quantitative Information. Cheshire, CT: Graphics Press.
- Munzner, T. (2014). Visualization Analysis and Design. Boca Raton, FL: CRC Press.
- Friendly, M. & Denis, D. J. (2001). Milestones in the history of thematic cartography, statistical graphics, and data visualization. Web document.